MODALITA' DI AMMISSIONE ALL'ORDINE: Nell'Ordine dei Cavalieri Templari – AssoTemplari OSMTJ si viene ammessi soltanto per COOPTAZIONE, ossia per chiamata da parte dell'Ordine stesso, su segnalazione di uno o più Membri dell'Ordine che ritengano di individuare in tale persona le qualità morali che ne fanno un potenziale Cavaliere, nel rispetto dei Quattro Voti, del Credo e degli Ideali Templari.
La Domanda di ammissione, controfirmata dal Presentatore, viene inoltrata direttamente da Quest'ultimo il quale per altro non acquisisce, automaticamente, il diritto di essere il Padrino in caso di avvenuta ammissione. L'interessato deve comunque svolgere un periodo di POSTULANTATO ed assistere alle Riunioni ed ai Capitoli fissati dai Vertici ai quali fa capo e dove viene invitato.
NON esiste diritto alcuno all'ammissione che è ad esclusiva discrezione dell'Ordine stesso. Pertanto sia la mancata ammissione che la non convocazione non danno alcun diritto ad opporvisi. Entrambe resteranno comunque segrete e non avranno alcuna diffusione, proprio per il meccanismo di presentazione prescelto che evita il rapporto diretto fra l'aspirante e l'Ordine, se non dopo la preventiva chiamata. L'Ordine infatti è una struttura VERTICISTICA di tipo monastico e militare, per cui la decisione finale spetta soltanto al Vertice (Gran Priore, Balivo, Commendatore). Per questo si definisce legalmente l'Ordine come “Chiuso”, non esistendo il diritto all'ammissione.
Neppure in caso di ammissione al Postulantato nasce il diritto all'ammissione giacché l' Ordine potrebbe ritenere, in concreto, il Postulante non idoneo all'investitura cavalleresca. Parimenti il Postulante, verificato l'impegno reale che va ad assumere, potrebbe decidere di tirarsi indietro. Salvo a farsi ricandidare in futuro.
L'Ordine infatti apprezza sempre e non scoraggia affatto la prudenza, stante la profonda serietà del Voto e del Giuramento Templare. Tutti i Componenti dell'Ordine sono anche Soci dell'Associazione Storica e Culturale I TEMPLARI.
Ovviamente non è previsto il contrario, essendo invece l'Associazione destinata ad un Pubblico più ampio.

lo sfondo rappresenta la Sacra Sindone
Laudes Regiae (Le Litanie Cesaree) Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito la base musicale della Radio Vaticana, quel "Christus vincit" altresì noto come Laudes Regiae, divenuto nel tempo l'inno Vaticano. " Christus vincit, Christus regnat, Christus Christus imperat" le Laudes Regiae e stata definita "la preghiera più virile, più infiammata e potente della Chiesa Cattolica". Apparve, nella sua prima versione nota, nel 785 d.C, in pieno dominio carolingio. É stato il motto, il grido di battaglia dei Crociati in Terra Santa. Fu ripreso dai Normanni nel XII Secolo. Le Laudes Regiae è l'invocazione che partendo da Cristo, vuole esaltare i Suoi Vicari terreni
Ottone III e la Renovatio Imperii: il sogno della restaurazione del Sacro Romano Impero. Ottone III nacque nel 980 D.C. da Ottone II e dalla Principessa Bizantina Teofania (o Teofano). A causa della morte del Padre, ancor giovane, venne eletto Imperatore a soli tre anni, a Verona. La Reggenza fu svolta dapprima dalla Madre e quindi dalla Nonna, anch’ella Imperatrice, Adelaide di Borgogna. La Madre Teofania ed il Suo Primo Precettore, Giovanni Filigato da Rossano Calabro, gli inculcarono l’amore per il Mondo Greco, sia pure filtrato attraverso l’esperienza dei Bizantini che all’epoca controllavano ancora l’Italia Meridionale.
I Cattolici e l'antisemitismo: Perché non possiamo essere antisemiti. Con una costanza frequente e ripetitiva, ad ogni possibile occasione, qualcuno che ama rimestare nel torbido e non di certo per fare chiarezza, ripropone la questione dei rapporti fra Cattolici ed Ebrei, o meglio ancora, fra il Cattolicesimo e l’Ebraismo. Allora vogliamo sceverare, una volta per tutte, dai falsi dubbi e dagli equivoci artatamente costruiti, questo campo di confronto che la Storia ha reso così irto di spine. Alla domanda i Cattolici e l’Antisemitismo si può dare infatti una sola risposta: NOI CATTOLICI NON POSSIAMO ESSERE ANTISEMITI.
La Bibbia Carolingia - Un'occasione da non perdere Dal 19 Aprile sino al 29 Giugno 2009 (data di chiusura dell’Anno Paolino) presso la Basilica di San Paolo (che da sola merita almeno una visita) è visionabile la c.d Bibbia Carolingia. Si tratta di una delle più belle edizioni, riccamente miniate su pergamena, del Medio Evo. È detta la Bibbia Carolingia per due motivi: - perché fu commissionata da Carlo il Calvo nell’866 al Monaco Ingolberto del Monastero di Reims, la cui Scuola di Miniatura era considerata il massimo che l’epoca offrisse in materia di manoscritti; - perché nell’875 essa fu donata al Pontefice e da allora soltanto su di essa i Sovrani del Sacro Romano Impero
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