I Cattolici e l'antisemitismo: Perché non possiamo essere antisemiti. Con una costanza frequente e ripetitiva, ad ogni possibile occasione, qualcuno che ama rimestare nel torbido e non di certo per fare chiarezza, ripropone la questione dei rapporti fra Cattolici ed Ebrei, o meglio ancora, fra il Cattolicesimo e l’Ebraismo. Allora vogliamo sceverare, una volta per tutte, dai falsi dubbi e dagli equivoci artatamente costruiti, questo campo di confronto che la Storia ha reso così irto di spine. Alla domanda i Cattolici e l’Antisemitismo si può dare infatti una sola risposta: NOI CATTOLICI NON POSSIAMO ESSERE ANTISEMITI.

Il perché è palese: Gesù era Ebreo, la Madonna era Ebrea, San Giuseppe era Ebreo e lo erano anche San Giovanni Battista, i 12 Apostoli e San Paolo. Tutti i Grandi Profeti, Mosè, Geremia, Zaccaria, Isaia erano Ebrei. Le Tavole della Legge ed il Vecchio Testamento (il c.d. Braccio Verticale della Croce, ossia la base portante della Nostra Fede) sono stati dati agli Ebrei per gli Ebrei. Allora Noi Cattolici non possiamo essere antisemiti, perché non possiamo voltare le spalle alla Nostra Storia, alla Nostra Cultura Spirituale, alle Nostre Radici Religiose, ai Nostri Padri o Fratelli Maggiori, come efficacemente Li chiamò Giovanni Paolo II, il più Grande Evangelizzatore Ecumenico del Secolo Scorso. Una posizione precisa, incontrovertibile, tale deve essere quella dei Cattolici contro l’Antisemitismo. E non già per una semplice applicazione di quel “buonismo” a tutto campo (diretta derivazione del Principio “neminem laedere”) di cui i Cattolici, da sempre, sono accusati come di una colpa.

Quindi l’opposizione dei Cattolici all’Antisemitismo non può essere proclamata con voce flebile ma deve essere gridata in ogni occasione. Certo non è facile superare le difficoltà di dialogo e di comprensione reciproca, dopo 2000 anni di Storia, segnati dagli Stermini, dalle Persecuzioni e dall’Olocausto. 2 Proprio per tali difficoltà, dopo la visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma un momento storico, religioso, ecumenico e culturale che nessuno avrebbe neppure ipotizzato, proprio per ciò la scelta di campo dei Cattolici deve essere chiara, cristallina: Noi siamo per l’abbraccio manifesto ai Nostri Fratelli Maggiori. Con l’occasione vogliamo anche ribadire un concetto che molti stentano a recepire e che invece deve essere ben chiaro: nessun Pontefice dell’Era Moderna e tanto meno Pio XII, ha mai favorito alcun Regime Totalitario. Gli Ebrei per primi sanno benissimo che Pio XII non favorì affatto e contestò sia il Nazismo che il Fascismo (basta leggere la Lettera all’allora Re d’Italia contro Le Leggi Razziali). Chi scrive è il primo a rendersi conto di come, a volte, il dialogo con gli Ebrei non sia facile. Anzitutto perché esistono componenti religiose e gruppi politici che lo contrastano apertamente, come del resto avviene anche nel confronto con la Chiesa Ortodossa.

Poi perché sovente e non di certo in buona fede, si tende a confondere Ebraismo e Sionismo. Il Sionismo è un movimento politico che esula totalmente dal confronto/dialogo fra le due Religioni Sorelle. Se, purtroppo, molti sionisti sono anche oppositori del Cattolicesimo è un problema che dovranno affrontare essi stessi. Noi possiamo soltanto ribadire la nostra volontà di dialogo, aperto, con tutti gli Ebrei. Un’impresa problematica ed un cammino ad ostacoli ma Cattolici ed Ebrei sono stati sempre accomunati dalla difficoltà di professare la propria fede. Non sarà certo questa impresa a scoraggiarne il cammino.

Riccardo Vittorio Rossi

Non nobis Domine
non nobis
sed nomini Tuo da gloriam.

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lo sfondo rappresenta la Sacra Sindone

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